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GLI INSEGNANTI PIU SOCIAL DEGLI ALUNNI

Segnaliamo un interessante articolo di Daniele Sparisci pubblicato da corriere.it

Gli insegnanti più "social" degli alunni

Navigano ad alta velocità sulla fibra ottica, “smanettano” freneticamente sul tablet mentre sono in classe, guardano video su YouTube e leggono sugli e-reader. Ecco la nuova generazione di insegnanti americani, sempre più “dipendenti” dalla tecnologie per stare al passo con gli alunni.  Tanto da essere persino più avanti loro, nonostante le differenze d’età.

E’ quanto emerge in uno studio curato dal Pew Research Center insieme al College Board dal titolo “How teachers are using tecnhology”. Che ha intervistato insegnanti di scuole superiori e medie ribaltando tanti luoghi comuni: uno su tutti, i ragazzi avrebbero più dimestichezza con internet e nuove tecnologie. Dal sondaggio salta fuori il contrario: il 94% dei professori possiede un cellulare – contro il 84% della media nazionale fra gli adulti americani-, di questi il 50% ha uno smartphone di ultima generazione, notebook e pc sono ormai onnipresenti, uno su due ha una console per videogame, e il 47% legge libri su e-reader.

Fanalino di coda i tablet:  li ha solo il 39% degli intervistati. Curioso sottolineare poi che il 63% degli insegnanti sopra i 55 anni ami ascoltare musica su lettori Mp3 e che uno su quattro si svaghi su XBox o Playstation. Per preparare le lezioni anche i social network diventano fondamentali: “la percentuale di insegnanti iscritti a Facebook, Twitter, Google + o LinkedIn risulta ben al di sopra della media nazionale” sottolineano i ricercatori.

Ma tanta tecnologia ha anche il rovescio della medaglia, sono gli stessi professori a rendersene conto: la marea di informazioni disponibili sul web spesso rende difficile per gli studenti distinguere una fonte affidabile da una che non lo è. Questo il parere del  60% degli insegnanti. Per questo motivo in molti istituti sono partiti corsi su come classificare le le informazioni digitali incrociando canali diversi. Perché il 90% di chi siede in cattedra – ammesso che lo faccia ancora preso com’è da lavagne touch screen e monitor- è convinto che per avere voti alti sarà indispensabile “la capacità di giudicare la qualità delle informazioni”. E in Italia? Quale è il livello tecnologico dei nostri professori?

 

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